Basilica di Santo Spirito

La facciata della Basilica di Santo Spirito

Età

secoli XV- XVII ; facciata secolo XVIII

Progettisti

Filippo Brunelleschi, Antonio Manetti, Giovanni da Gaiole e Salvi d'Andrea, Baccio d'Agnolo, Bartolomeo Ammannati, Alfonso Parigi il vecchio, Giulio e Alfonso Parigi il giovane

La Basilica di Santo Spirito è una delle principali chiese rinascimentali della città di Firenze. È situata nel quartiere d’Oltrarno, nella piazza omonima. Fu costruita sui resti del precedente duecentesco convento agostiniano, già dedicato al “Santo Spirito”. Nel 1397 il Comune aveva stanziato una somma annua per la costruzione di una nuova basilica, da terminare entro cinque anni. Fu solo però dal 1428, che venne designato un responsabile per i nuovi lavori (Stoldo Frescobaldi, appartentenente ad una delle più importanti famiglie d’Oltrarno) e nel 1434 la costruzione della nuova basilica venne affidata a Filippo Brunelleschi. Dopo un lungo lavoro di progettazione, l’edificio venne iniziato nel 1444 e dopo qualche anno dalla morte di Brunelleschi (1446), nel 1452, il cantiere passò nelle mani di tre seguaci del maestro, Antonio Manetti, Giovanni da Gaiole e Salvi d’Andrea. Questi seguirono solo a grandi linee il progetto iniziale e apportarono numerose modifiche, anche sostanziali, in linea col gusto dell’epoca. Salvi d’Andrea realizzò la cupola dal 1479 al 1481 e la facciata interna dal 1483 al 1487. Consacrata nel 1481, la basilica poteva dirsi conclusa nel 1487. Dopo il 1492 costituì un rifugio per Michelangelo, che qui poté studiare l’anatomia dei cadaveri. Per ringraziamento lasciò il Crocifisso che oggi si trova in sagrestia. Il campanile, alto 70 metri, opera di Baccio d’Agnolo, fu iniziato nel 1503 e terminato solo nel 1570. Nel XVI secolo l’architetto Bartolomeo Ammannati elaborò un ambizioso progetto di ristrutturazione del complesso agostiniano, ma venne messo in opera solo il secondo chiostro (detto chiostro Grande dell’Ammannati) , con la collaborazione di Alfonso Parigi il Vecchio. Verso il 1620 Giulio e Alfonso Parigi il Giovane portarono avanti il progetto dell’Ammannati costruendo il Chiostro dei Morti. Il prospetto esterno della chiesa rimase spoglio, con pietre a vista, fino al 1792, quando venne intonacato.

La facciata della basilica è intonacata, con la parte inferiore in Arenaria Pietra Serena. La scalinata, il sagrato, la decorazione del rosone centrale, le rifiniture delle porte della facciata, le decorazioni della parte sommitale della facciata, le rifiniture delle finestre e dei rosoni laterali, le basi dei cornicioni e gli stemmi delle famiglie nobiliari sopra le finestre sono realizzati in Arenaria Pietra Serena. Il campanile è in Arenaria Pietraforte. La cupola e i tetti dell’ intero complesso sono in mattoni.

Il campanile della basilica in Arenaria Pietraforte
Particolare della parte inferiore della facciata in Arenaria Pietra Serena
Il sagrato della basilica in Arenaria Pietra Serena